Giubileo 2025: 6-8 giugno

Dalla Sicilia a Roma, “Pellegrini di Speranza” verso un percorso di spiritualità, comunione e gioia, in occasione del Giubileo dei Movimenti, delle Associazioni e delle Nuove Comunità (7/8 giugno 2025).
Il pellegrinaggio, organizzato dall’Azione Cattolica di Caltagirone, ha visto partecipi rappresentanti di Caltagirone, Grammichele e Mineo, nonché alcuni amici delle diocesi di Ragusa e Messina, che si sono aggregati a noi.
E’ difficile riassumere in breve quanto vissuto… un concentrato di emozioni, riflessioni, silenzi e inquietudine, fatica e meraviglia, il tutto attraversato da un grande senso di comunione fraterna e di immensa gratitudine.
Se dovessi racchiudere tutto in un aggettivo, direi “INTENSO”: col significato di ciò che colpisce i sensi con forza ed energia, ma anche con quello che viene dal latino intentus, cioè teso e focalizzato verso una chiara direzione, in quanto “Pellegrini di Speranza”. Pellegrini nel viaggio della vita che mai si adagia, mai si ritiene compiuto, accompagnato dalla Speranza del cristiano, che è certezza dell’Amore di Dio.
Intensi sono stati gli attraversamenti delle Porte Sante (Basiliche di San Paolo fuori le Mura, San Giovanni in Laterano, San Pietro). Ciascuno di noi ha vissuto ed interiorizzato a proprio modo queste esperienze uniche ed indimenticabili: pur nella comunione tra i presenti, ognuno ha sperimentato i propri momenti di preghiera personale, di riconciliazione, di supplica, di gratitudine, in un tempo e in uno spazio “SACRO”, dove l’effimero si dissolve e l’essenziale si palesa evidente nella tua storia.
Intensa la Veglia di Pentecoste in Vaticano, sabato 7 giugno, con testimonianze di vita dai vari movimenti, nelle quali l’Amore di Dio trasforma il male in bene; con l’invocazione fiduciosa dello Spirito Santo, che “Piega ciò che è rigido, scalda ciò che è gelido, raddrizza ciò che è sviato, ….”
Intensa la messa della domenica, presieduta dal nostro Papa Leone XIV in Piazza San Pietro; potenti i suoi messaggi durante l’omelia: “lo Spirito Santo, viene a sfidare, in noi, il rischio di una vita che si atrofizza, risucchiata dall’individualismo”; “Ci apre all’incontro con noi stessi oltre alle maschere che indossiamo”; “Apre le frontiere dentro di noi, perché la nostra vita diventi uno spazio ospitale”.
Intense le attese sotto il sole, con la ferma volontà di resistere alla fatica per qualcosa di molto più Grande.
Intensa l’unione e la comunione creatasi tra i presenti, durante questi tre giorni che valgono tre anni…
Per tutto questo e per tanto altro… solo una parola: GRAZIE!
A Dio, a Don Salvo De Pasquale, a Don Dario Curcio, a Nella Risuscitazione, e a tutti i compagni di viaggio.
Buon cammino a tutti!

Grazia Giordano