Il card. Ryłko in visita al Mausoleo di don Luigi Sturzo

COMUNICATO STAMPA DELL’UFFICIO DIOCESANO DI COMUNICAZIONI SOCIALI – 30.06.2012 

Il card. Ryłko in visita al Mausoleo di don Luigi Sturzo
«Davanti alla tomba di Sturzo siamo chiamati a confrontarci in permanenza con la figura di un Apostolo della carità politica».

CALTAGIRONE – Visita personale, questa mattina, di S.E. cardinale Stanisław Ryłko, presidente del Pontificio Consiglio per i Laici, al mausoleo di don Luigi Sturzo.
Accompagnato da S.E. mons. Calogero Peri, vescovo di Caltagirone, e da Salvatore Martinez, presidente nazionale del Rinnovamento nello Spirito, il card. Ryłko, nella sua prima visita in Sicilia, si è recato dapprima al Polo di Eccellenza, di Promozione Umana e della Solidarietà “Mario e Luigi Sturzo” ed alla Casa Museo Sturzo. Ha visitato successivamente il Mausoleo di don Luigi Sturzo, nella Chiesa del SS. Salvatore, dove riposano le spoglie mortali del Servo di Dio.
Erano presenti anche il sindaco di Caltagirone, Nicola Bonanno, e l’assessore Bruno Rampulla.
Alle 13.00, nella Chiesa dove Sturzo celebrò la sua prima Messa, il card. Ryłko ha presieduto la Santa Messa.
Nella sua omelia, il presidente del Pontificio Consiglio per i Laici ha definito don Sturzo un profeta del nostro tempo: «Sturzo fu, ed è ancora oggi, un grande profeta. Come tutti i profeti – ha detto – sapeva guardare più lontano degli altri. Nelle questioni che affrontava, sapeva andare più in profondità degli altri. Andava più velocemente degli altri nei progetti e nelle intuizione. Ma così come per tanti profeti, proprio per il fatto che guardava più lontano e più a fondo, è rimasto incompreso».
L’attualità di don Sturzo è evidente soprattutto oggi, in una delle più gravi sfide che la Chiesa affronta.
«La figura del Servo di Dio don Luigi Sturzo – ha detto il Cardinale -, ci parla di una delle più gravi sfide che la Chiesa affronta oggi. Il Santo Padre Benedetto XVI non si stanca di ricordarci dell’urgente bisogno di una nuova generazione di cristiani impegnati in politica. Davanti alla tomba di Sturzo siamo chiamati a confrontarci in permanenza con la figura di un Apostolo della carità politica».
Sentimenti di gioia, per il prestigioso evento, sono stati espressi da mons. Peri.
«Ringrazio il card. Ryłko per la sua visita, oggi, alla nostra città – ha detto -. La sua presenza ci ha onorati. Lo ringrazio anche per la lode che ha voluto riservare a don Luigi Sturzo, uno dei figli illustri della nostra Diocesi, un santo sacerdote che nella sua lunga attività e nella sua vasta opera ha espresso, sempre, la centralità della vita spirituale. Questo con rigore e puntualità maggiore in politica. Quella di Sturzo è stata una voce severa. Un moralizzatore della vita pubblica. Più che la figura del profeta disarmato, o del profeta inascoltato della politica italiana, emerge oggi nella sua integrità ed autenticità la figura di Sturzo profeta di Dio».
Compiacimenti sono stati espressi anche da Martinez.
«La presenza del card. Ryłko oggi, prima, a Caltagirone e, nel pomeriggio, ad Enna è per noi motivo di gioia – ha affermato -. È nota la sua spiccata sensibilità nei confronti dei laici ed il suo impegno per la promozione del laicato associato e dei nuovi carismi. Il suo omaggio a don Luigi Sturzo ci convince della necessità riapprendere, con umiltà, l’insegnamento del prete di Caltagirone. Il metodo, diceva don Luigi, è aiuto reciproco, amicizia, collaborazione. Nel tempo della crisi è l’uomo che deve riscoprire se stesso come principale risorsa. La dottrina sociale della Chiesa ci dice che sono necessarie più responsabilità, più sussidiarietà, più solidarietà. Ci riscopriremo meno poveri, più ricchi ed al contempo più bisognosi dell’altro, in un’interdipendenza che Sturzo comprese sia su un piano politico, sia su un piano pre-politico. Sturzo fu uomo di dialogo, di visione, fu profeta di un tempo nuovo, di un’Europa nuova, di un Mediterraneo nuovo. Affinché questi ideali siano attuabili, bisogna che se ne riscopra anche l’attualità. Sturzo è anche pensiero, è studio».

Il card. Ryłko è stato, per 27 anni, fra i più stretti collaboratori del Beato Giovanni Paolo II. Ha svolto vari incarichi: nella sezione polacca della Segreteria di Stato, e nel Pontificio Consiglio peri Laici che, oggi, presiede. È stato l’organizzatore delle Giornate mondiali della Gioventù.
Si trova in Sicilia per incontrare nel pomeriggio di oggi, ad Enna i giovani della Diocesi e della Regione, in una giornata giubilare a loro dedicata in occasione del 600° anniversario della proclamazione di Maria SS. della Visitazione quale Patrona di Enna.
Rocco Massimo Cappellano